Disegni | Incisioni | Pittura | Scultura | Terracotta
Nell’arte di Selim coesistono una dinamica vitale, che costituisce la vera forza della sua scultura, ragioni della vita e ragioni del linguaggio. Con ciò voglio dire che nella ricerca di Selim è completamente assente il formalismo e, come accade per ogni espressione che sia assolutamente vera, non c’è scultura che non possa essere intesa rapportandola a quell’iniziale coacervo di esperienze dalle quali scaturisce la spinta dell’artista a dare forma plastica alle proprie emozioni. Insieme non c’è scultura che non affermi l’inevitabile distanza che separa l’espressione dai motivi che l’hanno generata, come se il nucleo potente di quell’iniziale spinta vivesse in tutta l’opera, ed essa nascesse da quello, assumendo poi via via connotati che rivelano i mutamenti dello spirito, il variare del giudizio, il prorompere di rabbia o tenerezza, ma ingabbiati, distesi e chiariti dentro un’altra storia…
Gianfranco Bruno





Guardo le sculture di Selim: un incontro forte e imponente d’immagini, che riassume la sua storia e la nostra. Non c’è nulla di privato o d’intimistico nelle forme a cui dà vita. Ciò ch’egli racconta con tremenda plasticità: la vicenda degli uomini di fronte al loro destino. Non ho timore a pronunciare tale giudizio. Anni fa, avevo già avuto un rapporto con le sue opere e il sentimento che mi avevano comunicato non era diverso. Oggi, egli è cresciuto su sé stesso, ha preso un accento più profondo, un’impronta più risoluta, ma ne resta uguale il senso: è sempre un Selim che agisce nello spazio delle metafore umane, anche se ormai con più densa sostanza, con più cosciente persuasione interiore.
Mario De Micheli









Nella figura [creata da Selim] vibrano forze misteriose e la sua strutturazione impara dai luoghi e dalla sapienza architetturale della sua cultura, ma tutto questo è sottoposto alla prova dell’oggi e del mutato, dell’esperienza e dell’impossibilità di sottrarsi a uno spazio e a un tempo. Le sue figure non si riferiscono all’eternità; esse vogliono essere liberate non dalla mortalità, ma da una storicità, da uno spazio-tempo che le depaupera e le violenta; è questo crinale tra funzione sacra e convenzione laica, tra immemoriale e storia, la peculiarità di questa scultura, la novità di questo artista. Ed è solo in quanto le figure non sono mezzo di espressione di un individuo rappresentato, ma invece figure collettive, cariche di vicenda e riferimenti comunitarî, che assumono una sicura solennità.
Piero Del Giudice

Ma sia che Selim, per concretizzare la sua realtà interiore, si serva di una definizione strutturale elaborata, sia che si confidi alla potenzialità espressiva del corpo, ciò che resta fondamentale in lui è la pienezza dell’invenzione, la sua preziosa autonomia messa in evidenza da un legame mai interrotto con il quotidiano. Il suo rapporto con la scultura costituisce, di conseguenza, l’identificazione definitiva e totale con una vitalità linguistica: la cui sostanza storica stratificata, problematica ed esistenziale, non si risolve né si arena in formule, ma diviene essa stessa forma della coscienza, della sua possibilità e consapevolezza di essere prima ancora di manifestarsi.
Rudy Chiappini

Nel foglio, le immagini non si trovano più al centro ma in posizione laterale superiore o inferiore (spesso ne lambiscono i margini) secondo un rapporto pieni-vuoti nel quale il vuoto è sempre vincente. In tale entità spaziale i tracciati grafici, sempre asimmetrici, navigano liberamente sviluppandosi in andamento obliquo come comete che attraversano lo spazio cosmico, fluttuando come nuvole di passaggio, sprizzando energia come masse di materia cosmica in perenne trasformazione.
Giovanna Rotondi Terminiello




Caratteristica del suo operare è la capacità di variazione su un medesimo tema, che lo porta a soluzioni assai diversificate, pur lasciando immutato un vocabolario di base. Continuità e varietà ricorrono parallelamente all’interno della sua opera.
Simone Soldini

Reperti archeologici intessono un dialogo con l’intenso e suggestivo lavoro di Selim, un artista contemporaneo che, nella sua dimensione internazionale, costituisce una delle più vive e complesse personalità della cultura figurativa attuale. Così opere d’arte contemporanee trovano un loro spazio nel Finale Ligure, una piccola finestra del continente europeo affacciata sul Mediterraneo, che ha conservato le testimonianze di una presenza umana ininterrotta dalla Preistoria più antica ad oggi […]. Ma in questa, più che in altre occasioni, i reperti “archeologici” assumono dimensioni lontane dagli abituali stereotipi culturali, in una visione che li porta a perdere i propri intimi connotati di oggetti del passato attraverso il contatto con le forme, i colori ed i messaggi trasmessi dalla produzione di un artista che, vivendo nel presente, ci fornisce un’altra originale pagina di quell’ininterrotta narrazione.
Giovanni Murialdo



Sui rilievi [del portale della Chiesa di Genestrerio, creato da Selim] scorrono descrizioni di eventi e metafore di storie solo apparentemente lontani dal nostro tempo. Questa porta-soglia s’interroga sull’enigma che regge le due realtà di uno spazio infinito esterno che si trasforma in una condizione finita all’interno […]. Vi è in questo lavoro tutta la semplicità, il candore, le intuizioni e la bravura dello scultore: la devozione popolare si è fatta immagine.
Mario Botta

